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Eterni adolescenti...

Martedì 29 Novembre 2011, 11:58 in Comunicazioni, Notizie di

Noi uomini siamo eterni adolescenti.

È l'accusa che le nostre compagne ci rivolgono costantemente. Da sempre; anche se, forse, è proprio questo che ci rende interessanti.

Le mamme ci vedono come "eterni bambini", le fidanzate come "ragazzi immaturi", le mogli come "adolescenti incalliti" e le amanti ci considerano "ruspanti ragazzotti". Adulti, mai.

Sarà che ci piace giocare ai soldatini, alla guerra, guidare le auto, scapicollarci giù per le discese, montare e smontare, sbagliare e riprovare.

I videogiochi ci piacciono perché ci permettono di soddisfare il nostro desiderio di non crescere mai, quella sindrome da Peter Pan che, volenti o nolenti, ci accompagna per tutta la vita.

E le donne latitano.

Poche sono le videogiocatrici, poche le protagoniste femminili dei titoli più importanti, poche le ragazze che considerano il videogioco una forma di passatempo davvero divertente: tuttalpiù si adattano alla passione del proprio compagno, ma, appena possono, svicolano.

Le ragazze hanno un approccio diverso al videogioco. Preferiscono quelli dove sia la logica a farla da padrona o, al contrario, dove ci sia da premere tasti a casaccio per cercare di stendere l'avversario a colpi di calci e pugni, o, ancora, dove sia il corpo a parlare (vedi il successo dei titoli dedicati al ballo o al canto).

Non gradiscono i giochi di guerra, si annoiano in quelli demenziali e giocare, per loro, è sempre un po' una perdita di tempo, a meno che non servano a sviluppare il cervello o a dare spazio a creatività e talento.

Per catturare il pubblico femminile non serve costruire console rosa, ma creare giochi adatti a un pubblico che, in qualche modo, non vuole "giocare" nel senso stretto del termine, ma piuttosto desidera usare il ragionamento per portare a termine dei compiti.

Il successo della serie "Giulia Passione", creato per le console portatili Nintendo, ne è un chiaro esempio.  In questa serie la protagonista è invitata a creare abiti, cimentarsi nel giornalismo, indagare su alcuni casi, e decine di altre attività nelle quali sono richieste logica e conoscenza con lo scopo di raggiungere determinati obiettivi.

In un mercato prevalentemente maschile, scommettere su un pubblico esclusivamente femminile pensando a titoli mirati è stato un successo non solo in termini di vendite (oltre quattordici milioni di titoli della serie venduti in due anni) ma soprattutto in termini di strategia.

Nel passato la serie "Tomb Raider", che aveva Lara Croft come protagonista, è stato un altro grande successo, dovuto anche al fatto che l'eroina si dovesse cimentare in "puzzle" logici per riuscire a superare i livelli di ogni sezione del gioco.

Da quel momento in molti hanno pensato di sostituire agli eroi delle eroine, ma il fascino di Lara non è mai stato superato e attualmente di eroine femminili che abbiano saputo imporsi nel mercato dei videogiochi se ne contano pochine.

Oggi il nuovo "Gears Of War 3", il fortunato titolo in esclusiva per Xbox 360 che vede i suoi muscolosissimi eroi a caccia di "Splendenti" e "Locuste", ha provato a inserire delle donne nella squadra di machoni "tutto muscoli e poco cervello" per cercare di pareggiare i conti in un mondo dove le donne sono quasi sempre state emarginate.

Nel titolo troviamo donne a capo di intere fazioni, ragazze dall'artiglieria pesante pronte a uccidere anche con battute molto taglienti e intelligenti.

Non credo che questo possa aiutare a far vendere il titolo anche a un pubblico femminile, ma sicuramente è un bel passo avanti per cercare di allontanarsi da quello stereotipo "videogioco = maschio" che non ha mai aiutato a equilibrare le differenze di genere.

Sta di fatto che le donne hanno un approccio diverso dagli uomini nei confronti dei videogiochi , un approccio che proverei a definire "più adulto" ma forse è proprio il nostro essere "eterni adolescenti" la chiave per conquistarle.

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4 commenti
4
31 Gen 2012
alle 19:09

AngryBirdsMania.net

Dipende molto dal genere di videogioco, è ovvio che un action-fps attiri di più il genere maschile, mentre un gioco come The Sims è giocato per la maggior parte da ragazze. Ci sono poi capolavori "unisex" e senza limiti di età, come WoW o Angry Birds!

3
08 Gen 2012
alle 14:19

bruno martino

filmato bellissimo http://www.youtube.com/watch?v=wfjXzPDPW-Y

2
11 Dic 2011
alle 13:46

tergilunotto

Non proprio a tema motoristico, ma comunque si tratta sempre di un videogioco. Conoscete The Sims 2? C'è un modellista 3d italiano, soprannominato VPN, che crea auto d'epoca di fantasia per quel videogioco. Le auto sono tutte fatte da lui su suoi progetti, dal 2009 ne ha fatte più di 200.

Visitatelo se vi va, ho visto le sue auto e sono fantastiche, specie quelle più nuove (quelle fatte a partire da luglio/agosto) che hanno iniziato ad essere ancora più realistiche.

http://vpnsgarage.sims3carsource.net/

Credo che si meriterebbe un articolo, il sito è famoso all'estero, è una piccola eccellenza italiana tra i creatori indipendenti! :)

1
30 Nov 2011
alle 09:25

simo

per quanto riguarda il genere dei personaggi giocabili dipende in larga parte dal tipo di videogioco, core, console o casual. Andando su con l'età la percentuale di femmine videogiocatrici sorpassa velocemente quella degli uomini, quando poi si parla di tempo passato sui videogiochi nei cellulari, le femmine sono già in testa. In pratica sta volta hai mancato il bersaglio, riprova!

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