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L'Arte del videogioco

Lunedì 12 Settembre 2011, 10:07 in Comunicazioni, Notizie di

L'arte è un gioco, diceva Duchamp, e i giochi sono arte.

Io l'ho sempre pensato, sostenuto, sbandierato, proposto. E imposto.

Grazie a produttori illuminati e direttori che sapevano guardare avanti sono stato il primo in Italia a poter parlare di videogiochi in TV e successivamente in radio.

Non è stato facile, perché il primo ostacolo è sempre stato quello di riuscire a far capire come i videogiochi siano una vera e propria espressione artistica, al pari di un libro, di un film, di una scultura, di un'opera figurativa. Anzi, molto di più che "al pari". Superiore.

Perché un videogioco è l'insieme di tutte le arti  che consociamo ma con un ingrediente in più che nessun'altra possiede; la capacità di interagire. La possibilità di esserne parte integrante. Un'opera d'arte da vivere in maniera attiva e non soltanto da semplici spettatori.

Così, in questa 54esima esposizione internazionale d'arte Biennale di Venezia, è accaduto il miracolo. Unico e primo al mondo: un evento collaterale che vede i videogiochi come protagonisti indiscussi.

Si chiama Neoludica. Art Is A Game, e la si può ammirare in due distinti luoghi della città, ognuno preposto a una particolare visione del videogioco come arte.

Il progetto parte dalla riflessione che la fotografia d'arte del XX secolo ha ispirato gli artisti, i più grandi, e ha contaminato positivamente i vari ambiti creativi. Così, dalla Reflex alle applicazioni di oggi, dalla pittura unita alla tecnologia, dal 2D al 3D, sono aumentate le possibilità dell'espressione artistica.

Neoludica vuole promuovere, diffondere e perseguire l'opera intrapresa dall'istituzione italiana GameArtGallery, che da tre anni svolge un lavoro di ricerca scientifica, produzione e contatto fra il mondo dei cultori e creatori delle Game Art in rapporto alle arti figurative, per aprire un dibattito serio su come i videogiochi possano essere davvero considerati una forma d'arte a tutti gli effetti.

Io ne sono convinto. L'idea che col tempo titoli come Tetris, Assassin's Creed o Call Of Duty, possano entrare nell'olimpo delle opere d'arte internazionali mi affascina e mi commuove, perché sono assolutamente certo che sia così.

Un po' com'è accaduto per la pubblicità e per i videoclip. Forme artistiche ritenute sempre ai margini della cultura che però sono state capaci di cambiare radicalmente la fruizione e la dinamica del cinema internazionale "colto".

Oggi più che mai, con l'integrazione della rete, i videogiochi rappresentano l'espressione artistica più completa che ci sia, anche se pochi o nessuno se ne rende conto.

Non so se camperò abbastanza per poter vedere un museo dedicato alla Grafic Art dei titoli che hanno fatto la storia, e per ora vi invito a Venezia a visitare Neoludica e a cercare di osservare i videogiochi sotto una luce completamente diversa e inaspettatamente artistica..

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12 Set 2011
alle 11:02

simo

beh, dopo i musei dei videogiochi, direi che era ora ;-)

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