
Vi segnalo quanto accade in rete in seguito a un servizio andato in onda sul Tg1 che titolava " Videogiochi, passione pericolosa", poco dopo la strage di Oslo.
Per la prima volta in Italia è nato un movimento spontaneo "Contro la disinformazione sui videogiochi" che in soli 3 giorni ha raccolto sull'omonima pagina Facebook più di 7.500 aderenti.
Stiamo parlando di adolescenti appassionati, professonisti della stampa specializzata online, mamme, ragazze, videogiocatrici incallite, che commentano articoli, servizi e ricerche che spesso impropriamente e con poca consapevolezza vengono diffuse.
Questo è un problema dell'informazione italiana probabilmente, ma è la prima volta che si crea attorno a questo argomento un gruppo d'opinione così forte.
Interessante leggere quanto si scrive sulla bacheca del movimento e il materiale raccolto nella sezione "Segnalazioni".
Tutte le testate specializzate (si parla di siti che insieme raggiungono 8-10 milioni di utenti unici mensili) hanno aderito all'iniziativa rilevando che siamo l'unico paese che continua a demonizzare e trattare con sufficienza un fenomeno, una passione, che a oggi è invece un'industria fiorente (che in negli Stati Uniti ha superato quella di Hollywood), un medium che non va censurato (vedi la recente sentenza della Corte Costituzionale americana).
Spero possiate contribuire a diffondere la notizia della nascita del Movimento per far capire che quello videoludico è un fenomeno rilevante per una gran fetta di popolazione e che va affrontato con professionalità e cognizione di causa, come qualsiasi altra forma d'espressione.
alle 16:58
Giorgio
Sfortunatamente in Italia, in ambito videoludico, c'è fin troppa disinformazione. Demonizzare blockbuster quali Call of Duty o Grand Theft Auto solo perché non se ne conoscono i contenuti e talvolta presentano eventi drammatici che avvengono nel mondo è un atto di ignoranza pura.
Speriamo che la gente si informi di più, e cominci a vedere il settore dei videogame (l'unico che non conosce crisi) in un'ottica diversa...