blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

GTA IV. Finalmente liberi!

Mercoledì 30 Aprile 2008, 09:00 in Azione di

GTA IVUn articolo apparso su La Repubblica il 28 aprile, a firma di Jaime D'Alessandro, titolava così: "Gta, perché ha tanto successo il più violento dei giochi"; già perché GTA, il gioco Rockstar dove il tuo scopo è quello di guadagnare e divertirti sparando a chi ti sta sulle balle, sfruttando la prostituzione e rubando auto, piace così tanto?

Semplicemente piace perché è un bel gioco. E' un gioco con un'idea vincente: poter perlustrare un'intera città (è New York, ma nel gioco si chiama Liberty City) alla ricerca di guadagni facili. Più facili se sono fuori dalla legalità.

E' un gioco che ti fa sentire libero e non obbligato a seguire il percorso precostituito tipico dei videogiochi, dove non puoi arrivare all'azione successiva se non hai concluso quelle precendenti.

In GTA, arrivato al suo quarto episodio, no. Tu fai quel cavolo che ti piace e ti senti ancora più libero di come sei nella realtà, perché qui puoi divertirti a fare il duro senza rischiare la galera.

E' un titolo eccellente. Forse l'unico della storia ad aver preso 10, cioè il massimo della votazione, dalla critica internazionale.

Criticato e bistrattato dalle autorità di mezzo mondo, GTA è semplicemente un bel gioco con una grande idea. Poco importa se sei un gangster, un figlio di puttana o un angelo che deve salvare il mondo. Ai giocatori piace sentirsi liberi. E se giochi a GTA IV, libero ti senti davvero.

 

8
8 commenti
8
09 Giu 2009
alle 13:01

...

Non penso. Se non svolgi nessuna missione ti stufi. E all'inizio non puoi visitare tutta la città

7
05 Nov 2008
alle 03:15

Paco "fear is the mind killer" Matrixciano

Ricordo ancora quando giocai per la prima volta alla demo di GTA I trovata su (se non ricordo male) playstation magazine. Nonostante l'ovvia grafica pixellosa e la visuale perpendicolare vincolata dall'alto, trasmetteva una libertà mai vista prima in altri giochi. Insieme agli amici ne rimasi elettrizzato e lo comprai originale (per forza, la pirateria praticamente non c'era ancora!) alla 1a occasione. Confesso di non aver giocato a tutti i capitoli della serie, ma la critica più grande che posso fare (almeno fino a Sant'Andreas, il IV ancora nn l'ho visto) sono i sacrifici che hanno fatto i programmatori a per favorire sempre e comunque la giocabilità, che non sempre ho apprezzato. Ma i videogiochi restano pur sempre un prodotto, e ci sono ahimè questioni di marketing che vincolano il loro sviluppo.

Cmq, riguardo al commento di tonyloco vorrei fare qlc precisazione.. il tuo intervento è apprezzabile ma un po' vincolato a preconcetti e dualismi (es: essere necessariamente o vittima o carnefice).

La violenza fisca e/o psicologica non è prerogativa necessaria all'essere umano (almeno non a quello moderno). E' qualcosa di sicuramente insito nella sua natura, ma controllabile grazie a ciò che gli altri mammiferi non hanno: la coscienza. La violenza è solo una delle tante esternazioni della paura: certe persone sono troppo ignoranti riguardo la propria natura, quindi troppo deboli per controllarlasi. Per questo si lasciano sopraffare dalla paura, che a sua volta può manifestarsi in violenza contro il prossimo e/o contro sè stessi.

I videogiochi sono uno dei tanti prodotti culturali di intrattenimento, ma hanno la  fondamentale caratteristica dell'interattività, grazie alla quale massimizzano la possibilità di esorcizzare (parola chiave!) le caratteristiche più o meno dignitose della natura umana. E' un po' il concetto della catarsi nel teatro greco, ma un po' più asettico e interattivo.

I videogiochi NON reprimono la violenza, casomai la esorcizzano..è mooolto diverso!

Cmq per il resto sono d'accordo con te.. permettono di sfogarsi lasciando alla spalle tutte le tensioni di una giornata!

PS: sono incensurato anche io!

6
10 Mag 2008
alle 15:20

tonyloco

L'emulazione di un personaggio di un videogioco è una balla, una scusa per non tirare in ballo la società in cui viviamo.

L'essere umano ha sempre perpetuato violenze e sempre lo farà; purtroppo è nella sua natura. Basta chiedere a chiunque se preferisce essere "vittima" o "carnefice."

Concludo dicendo che questi giochi non solo reprimono la violenza, ma permettono di sfogarsi lasciando alla spalle tutte le tensioni di una giornata. 

P.s. Ho giocato a tutti gli episodi di GTA, ma non ho mai commesso neanche un piccolo crimine in vita mia ed ho tutti i punti sulla patente... :) 

5
09 Mag 2008
alle 14:13

Davide "The Blue Demon"

Perchè, Alex, il film violento è magnanimamente considerato "solo un film" e perchè, in quanto Stato Cattolico, il "consumo" di materiale pornografico, sebbene accessibile, è circondato da un'aura di vergogna per cui, anche solo parlarne, è sconveniente.

Quello che spaventa dei videogiochi è l'interattività: il fatto che "mio figlio sta uccidendo delle persone!". Credetemi, è così: noi videogiocatori non percepiamo questo problema, noi giochiamo e riceviamo dal videogioco determinati messaggi ma un eventuale spettatore, ignorante in materia, ne riceve altri. Visto da uno spettatore esterno, il videogioco perde la sua interattività, suscitando, tuttavia, un'esperienza di flusso anche in chi guarda; questa esperienza, purtroppo, essendo priva di "qualcosa", lascia allo spettatore un senso di fastidio. La prova è che un videogiocatore si annoia a guardare un amico che gioca, perchè vorrebbe farlo lui, un genitore, invece, NON RIESCE A COMPRENDERE che suo figlio sta solo giocando e fa perfettamente distinzione tra la realtà e il videogioco.

Ora, molti penseranno che ci sono infiniti casi di emulazione di un videogioco, certo ma sono così tanti perchè siamo venuti a saperlo: su più di 30 milioni di videogiocatori, che una ventina sia immedesimata troppo è un dato risibile e, tali soggetti, erano psicologicamente già labili per gli affari loro (perchè troppo giovani ecc..). Inoltre i videogiochi fanno così paura perchè TUTTI ritengono che il target principale siano i bambini fino a 18 anni e questo è l'errore più grande che si possa fare: il target dei videogiochi, il vero pubblico a cui Rockstar, Running with Scissor e altre case, si rivolgono è compreso tra i 20 e i 40 anni. Agli sviluppatori il bambino di 13 anni non gli importa: non ha soldi SUOI da utilizzare per comprare i loro prodotti, che senso ha fare colpo su di lui? E' un consumatore troppo incerto e incostante.

Vi lascio con alcuni dati di uno studio comportamentale* condotto, in maniera incrociata, su bambini e cuccioli di scimpanzè atto a scoprire se la mente è in grado di scindere tra un'esperienza di gioco e la realtà. I dati, per quanto empirici, hanno dimostrato che il cervello è in grado, dai 2 anni nelle scimmie e dai 3-4 negli umani, DI CAPIRE LA DIFFERENZA TRA UN GIOCO E LA REALTA'. Perchè vogliamo dare a tutti i costi la prova di essere inferiori a delle scimmie? :)

 

 

 

*studi di questo genere esistono da decine di anni e hanno sempre provato che il gioco, in ogni sua forma, è quanto di più piacevole per il cervello e l'animo umano, dai tempi di Huizinga e Callois, vi sono studi fondati. Solo negli ultimi 6 anni, si sta cercando di provare che la violena nei videogiochi porta alla violenza reale.Quest'ultimo genere di studi non è scientificamente attendibile, porta a risultati fallaci o, peggio, completamente errati e sono tutti miseramente falliti (J.Goldstein)

4
08 Mag 2008
alle 10:12

Alex

Purtroppo in questi casi a farla da padrone è l'informazione che (come al solito in questo paese) parla senza conoscere i fatti e solo per sentito dire. Giornalisti, più che altro giornalai, si lanciano in crociate contro qualcosa che non conoscono...e leggendo i loro articoli chiunque abbia mai provato un videogioco se ne accorge immediatamente.

Ci sono sempre stati tonnellate di film violenti, horror, ecc vietati al minori di 14/18 anni...per non parlare delle riviste e film pornografici a cui chiunque può liberamente accedere...eppure non mi pare che in questi casi si sia mai parlato di vera e propria censura...ci si limita a mettere classificazioni (+18), non capisco perchè per i videogiochi questo non debba essere sufficiente...bah...

3
07 Mag 2008
alle 17:28

Alessandro

Quoto "The Blue Demon" al 100%!!

 Alessandro

2
04 Mag 2008
alle 12:38

Davide "The Blue Demon"

Hai ragione, GTA è stato il primo il videogioco a implementare il "free roaming" ("vagabondaggio libero") in maniera convincente e in linea con l'ambientazione.  Certo, la serie Elder Scroll ci aveva provato in passato ma, fino allo sviluppo di Morrowind, con risultati abbastanza deludenti poichè il giocatore era comunque spinto a seguire uno schema di quest principali. Tali quest restano in tutti gli episodi di GTA ma, a ogni episodio della serie, diventano meno importanti.

Quanto alla violenza, avendo scritto e trattato tale tema, non smetterò MAI di dire che GTA NON è l'anticristo incarnato in un videogioco: che senso ha dire che è violento e ispira all'illegalità se il giocatore veste i panni di un criminale? Come può non esserci violenza se il mondo il cui ci si muove è il mondo del crimine?

Carmaggeddon era violento, Mortal Kombat anche, Blood e Guilty Gear lo sono: sono un monumento videoludico alla violenza gratuita. Gta è gratuito? Manco per il cazzo: è coerente! La "violenza" è l'unico strumento che il mondo di gico dà al giocatore per muoversi all'interno del gioco spiegando questa scelta in modo efficace e sbrigativo.

Ricordo, ancora una volta, che GTA, come Carmaggeddon, Postal, TDR 2000 e molti altri titoli "proibiti", sono videogiochi e ognuno di noi è in grado di capire la differenza tra un (video)gioco e la realtà: il nostro cervello fa questa distinzione a 4 anni, quello delle scimmie idem. Purtroppo il vedere questi titoli come il "male dei nostri giorni", "la forza corruttrice delle anime dei nostri figli", prova solo che alcuni adulti hanno una vita insoddisfacente e piatta.

Chiudo questo commento fiume dicendo due cose: test psicologici e comportamentali, non hanno provato l'assioma "playing violent videogames leads to aggressive behaviour" ma che "persone con una spiccata aggressività sono incapaci di accostarsi ai giochi in generale e SOPRATTUTTO ai videogiochi".

 

p.s.amo segretamente il "Mothers against videogames" : se non esistessero, non potrei continuare questa mia crociata in difesa del mondo dei videogiochi

1
01 Mag 2008
alle 00:02

Toti!

Ancora ricordo le infinite partite in rete locale a casa di amici con il primo gta, girava su win Me..

Visione dall'alto, grafica scarna ma libertà totale sempre.

Si gioca per evadere dalla realtà, per staccare un attimo o semplicemente per passione; libertà d'azione=carta vincente. 

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Articoli più letti

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere