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Gen 1025

Playstation: un'arma a doppio taglio

Pubblicato da Stefano Gallarini alle 14:48 in Comunicazioni


LOGO PSLa cronaca: padre quarantatrenne e figlio sedicenne stannno giocando una partita di calcio virtuale sulla Playstation. Ridono e scherzano. Poi litigano.

Il filglio prende un coltello che si trova lì vicino e ferisce gravemente il padre con un taglio alla gola. Poi va in cucina a lavarsi via il sangue. E così finisce la partita di calcio.

E' una storia triste che non ha niente a che fare coi videogiochi, naturalmente, ma piuttosto con l'incapacità di discutere e di confrontarsi su un terreno reale.

Ma quello che mi ha colpito è l'uso smodato della parola PLAYSTATION che i gironalisti hanno utilizzato per descrivere l'accaduto.

La forza della console di Sony, infatti, ha fatto in modo che il nome commerciale si sia trasformato in nome comune. Così ormai si usa dire "Giochiamo alla Playstation" per dire che ci si vuol divertire coi videogiochi.

La frase corretta sarebbe "Giochiamo CON la Playstation", ma in italiano siamo ignoranti, come l'accademia della Crusca ci ha appena fatto notare con la sua ricerca, e quindi ormai si gioca "A qualcosa", piuttosto che "Con qualcosa".

Ma quel "CON" è importante, perché i due protagonisti della triste vicenda magari stavano usando una WII, o forse un'Xbox 360, o, magari, una PS3.

E invece no. Secondo tutti stavano usando una "Playstation". Altro non ci è dato di sapere.

Così, quel nome commerciale che tutti associano al verbo videogiocare si è tinto di rosso, diventando un'arma a doppio taglio e i giornalisti avrebbero più prudentemente dovuto parlare di Videogiochi o di Console in modo generico per  non danneggiare nessun marchio.

Ma l'ho detto... siamo un Paese di ignoranti...

Gen 1014

Quel gran culo di Bayonetta o di Hideki Kamiya?

Pubblicato da Stefano Gallarini alle 15:45 in Azione


BayonettaScusate il gioco di parole del titolo, lo so, è da camionisti, ma ci sta. Hideki Kamiya, l'autore della serie Devil May Cry, ha dichiarato al mondo di non essere gay. Ma a noi cosa ce ne frega? Onestamente non mi sono mai fatto domande sull'orientamento sessuale degli ideatori dei vidoegiochi. Sta di fatto che Bayonetta è un titolo incredibile e del quale non ci capisco assoluatmente nulla. Per questo mi piace!

E' un susseguirsi di spari, movimenti di sedere, gambe aperte, colpi bassi, che danno l'emozione di uno spettacolo pirotecnico da gustare secondo dopo secondo e dal quale è difficile staccarsi.

Io vado assolutamente a caso e mi diverto come un pazzo, e questi sono i videogiochi che si meritano la palma d'oro perché dimostrano come possano esistere titoli molto "leggeri" da un punto di vista culturale ma comunque ricchissimi dal punto di vista dell'intrattenimento. Ed è cultura del videogioco anche questa.

E' proprio vero: ci sono titoli fatti con il culo... ma se il fondoschiena è quello di Bayonetta, allora è tutta un'altra cosa.

Dic 0922

Localizazzione: questa sconosciuta. Soprattutto per EA!

Pubblicato da Stefano Gallarini alle 19:51 in Notizie


SaboteurLocalizzare un titolo costa. E parecchio. Ma è indubbio che un gioco ben tradotto e ben doppiato abbia molte più potenzialità per essere venduto e apprezzato.

Assassin's Creed 2 ne è l'esempio lampante: una traduzione e un doppiaggio degni dei migliori film, un linguaggio e un'interpreazione talmente ben fatta da dare alla storia ancora più spessore. Complimenti.

Poi c'è il linguaggio volgare e divertente di Gears Of War 2 (azzeccato e molto apprezzato) e quello militare, deciso e credibile di Modern Warfare 2.

Ci sono poi i doppiaggi finti e inascoltabili, come quello di Dj Hero (ma da quando un dj parla così? E' una caricatura che niente ha a che vedere con la realtà. Un'offesa per chi fa questo mestiere) o quella impostata e fredda di Forza Motorsport 3.

Poi c'è Electronic Arts che non doppia affatto. A parte Fifa che è doveroso doppiare perché la cronaca della partita è fondamentale, gli altri titoli sportivi a volte non godono nemmeno della traduzione dei menu.

Brutal Legend, che ho apprezzato, perde molto a causa del mancato doppiaggio in italiano, anche perché leggere i sottotitoli è sempre scomodo e l'inglese del gioco è piuttosto "slang" e, di conseguenza, non molto orecchiabile.

Non so per quale motivo si sia invece deciso di tradurre e doppiare The Saboteur, ma se fossi stato in loro avrei volentieri lasciato perdere. Le voci sono completamente sbagliate. Il sapore "francese" della versione originale è stato completamente dimenticato, così come quello "irlandese" e "tedesco". Lasciare i sottotitoli con l'audio originale avrebbe dato un sapore migliore a tutta l'atmosfera di gioco.

Sul titolo ho molte cose da dire, ma ne dico una sola: non avevamo bisogno di un Assassin's Creed fumettoso e mal fatto.

Io sono un grande fan della localizzazione, perché una buona traduzione e un bel doppiaggio rendono un titolo davvero molto più più accattivante.

Ma se non ci sono soldi, o manca la volontà, allora è meglio lasciar perdere.

Dic 0912

Tie in al contrario: dalla console al cinema

Pubblicato da Stefano Gallarini alle 10:44 in Notizie


Avatar GameOrmai il connubio fra videogiochi e film è sempre più stretto e la stampa di tutto il mondo comincia ad accorgersene, come dimostra il bell'articolo di Jamie Russel apparso il mese scorso su Signt & Sound, una delle riviste più autorevoli dedicate al cinema.

L'uscita di Halo 3, per esempio, è stata accompagnata da The Life, un corto promozionale girato con attori veri che dà realmente sapore al gioco, esattamente come ha fatto Ubisoft con Assassin's Creed 2 che avendo acquistato la Hybrid (lo studio canadese che ha realizzato gli effetti speciali per Sin City e per 300) si è potuta permettere un vero e proprio minifilm intitolato Assassin's Creed Lineage, che a mio avviso è un vero e proprio piccolo capolavoro.

Poi ci sono gli appassionati che, con qualche soldo, riescono a realizzare dei corti credibili e interessanti, come il caso di Escape From City 17, il film breve diretto da Ian e David Purchase basato su Half Life e che gli è servito per farsi pubblicità. Ottima direi.

Spesso i videogiochi basati sui film (tie-in) si sono rivelati un disastro, come è avvenuto in tempi recentissimi con Avatar di James Cameron, il cui titolo non ha davvero convinto nessuno, ma forse il contrario ha un suo perché, soprattutto se seguito direttamente dalla software house che l'ha prodotto.

E' vero che la Universal-Fox ha abbandonato il progetto del film Halo, che avrebbe dovuto essere diretto da Peter Jackson, ma è anche vero che se Assassin's Creed dovesse arrivare al cinema sarebbe un grande successo.

Vedremo

Nov 0921

Torna il Mega Drive!

Pubblicato da Stefano Gallarini alle 12:51 in Comunicazioni


Mega DriveDevo tutto al Mega Drive, anche se non l'ho posseduto. Ogni giorno, per tre anni, è stato con Giochi Preziosi lo sponsor del programma Usa Today. Grazie a quel programma, che molti ricordano ancora oggi, sono risucito a portare i videogiochi in televisione per la prima volta. Era il 1992.

Oggi, grazie a Blaze, il Mega Drive torna a rivivere in una console con all'interno 15 giochi precaricati originali Sega e la possiiblità di inserire anche le vecchie cartucce (magari ve ne sono rimaste nei cassetti impolverati).

Il gusto per il retrogaming sta conquistando sempre più giovani che non hanno avuto la possiiblità di vivere gli esordi delle console a 8 e poi a 16 bit. E' un bel modo per ritornare al passato... guardando al futuro.

Guarda il video su You Tube! 

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