Playstation: un'arma a doppio taglio
Pubblicato da Stefano Gallarini alle 14:48 in Comunicazioni
La cronaca: padre quarantatrenne e figlio sedicenne stannno giocando una partita di calcio virtuale sulla Playstation. Ridono e scherzano. Poi litigano.
Il filglio prende un coltello che si trova lì vicino e ferisce gravemente il padre con un taglio alla gola. Poi va in cucina a lavarsi via il sangue. E così finisce la partita di calcio.
E' una storia triste che non ha niente a che fare coi videogiochi, naturalmente, ma piuttosto con l'incapacità di discutere e di confrontarsi su un terreno reale.
Ma quello che mi ha colpito è l'uso smodato della parola PLAYSTATION che i gironalisti hanno utilizzato per descrivere l'accaduto.
La forza della console di Sony, infatti, ha fatto in modo che il nome commerciale si sia trasformato in nome comune. Così ormai si usa dire "Giochiamo alla Playstation" per dire che ci si vuol divertire coi videogiochi.
La frase corretta sarebbe "Giochiamo CON la Playstation", ma in italiano siamo ignoranti, come l'accademia della Crusca ci ha appena fatto notare con la sua ricerca, e quindi ormai si gioca "A qualcosa", piuttosto che "Con qualcosa".
Ma quel "CON" è importante, perché i due protagonisti della triste vicenda magari stavano usando una WII, o forse un'Xbox 360, o, magari, una PS3.
E invece no. Secondo tutti stavano usando una "Playstation". Altro non ci è dato di sapere.
Così, quel nome commerciale che tutti associano al verbo videogiocare si è tinto di rosso, diventando un'arma a doppio taglio e i giornalisti avrebbero più prudentemente dovuto parlare di Videogiochi o di Console in modo generico per non danneggiare nessun marchio.
Ma l'ho detto... siamo un Paese di ignoranti...
Scusate il gioco di parole del titolo, lo so, è da camionisti, ma ci sta. Hideki Kamiya, l'autore della serie Devil May Cry, ha dichiarato al mondo di non essere gay. Ma a noi cosa ce ne frega? Onestamente non mi sono mai fatto domande sull'orientamento sessuale degli ideatori dei vidoegiochi. Sta di fatto che Bayonetta è un titolo incredibile e del quale non ci capisco assoluatmente nulla. Per questo mi piace!
Localizzare un titolo costa. E parecchio. Ma è indubbio che un gioco ben tradotto e ben doppiato abbia molte più potenzialità per essere venduto e apprezzato.
Devo tutto al Mega Drive, anche se non l'ho posseduto. Ogni giorno, per tre anni, è stato con Giochi Preziosi lo sponsor del programma Usa Today. Grazie a quel programma, che molti ricordano ancora oggi, sono risucito a portare i videogiochi in televisione per la prima volta. Era il 1992.






